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04-12-2016//

Amatrice: il cuore delle Donne del Vino va al centro

 

 

DONNE DEL VINO, 12,5 MILA EURO RACCOLTI PER I PASTORI COLPITI DAL TERREMOTO

 

 

La terra trema ancora ma c’è chi deve restare nella zona di Amatrice sfidando il pericolo e il freddo dell’inverno; sono gli agricoltori con il bestiame. A questi piccoli eroi dell’agricoltura più antica e tipica della zona colpita dal terremoto, i pastori, vanno 12,5 mila euro, parte del ricavato delle cene che le Donne del vino hanno organizzato a tre mesi esatti dalla prima grande scossa che ha distrutto le case di Amatrice e ora Norcia.

 

Il “Cuore delle Donne del vino va al centro” evidenzia il disegno scelto per unificare in un solo atto generoso le tante cene di raccolta fondi che si sono svolte il 24 novembre in Valle d’Aosta, in Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Emilia Romagna. La prima cena, in Lazio, è avvenuta il 25 ottobre.

 

Il ricavato della raccolta fondi contribuisce a sostenere i 15 produttori di latte e formaggi riuniti nel “L’Amatriciano: il Pecorino dei Monti della Laga”, con sede a Campotosto in provincia de L’Aquila e fondato nel 2014. Producono il pecorino usato per preparare la più antica ricetta di pasta all’amatriciana, antecedente alla scoperta dell’America e quindi senza pomodoro, la “gricia” a base di pecorino, guanciale di maiale e pepe nero. Da oltre duemila anni le greggi pascolano in una zona montuosa al confine fra Abruzzo, Marche e Lazio in comuni tristemente noti per la distruzione causata dal terremoto come Amatrice, Accumuli e Arquata.

 

La pastorizia è un’attività peculiare del territorio dei monti della Laga sull’Appennino, fino da epoca romana con la tradizionale pratica della transumanza lungo la via Salaria. Il pecorino ottenuto dal loro latte ha caratteristiche chimiche ed organolettiche molto particolari e legate all’utilizzo dei pascoli ad alta quota, le cui specie botaniche crescono su un substrato pedologico arenaceo marnoso tipico dei Monti della Laga.

 

Si tratta dunque di una “eredità storica” da salvaguardare al pari di un reperto archeologico o di un paesaggio. Un’eredità viva che potrà sopravvivere solo aiutando chi continua l’agricoltura eroica di montagna ed è custode di un territorio dove, era già difficile vivere, e dopo il terremoto esiste un grave rischio di abbandono.

 

Il Presidente del Consorzio, Rinaldo D’Alessio, stava lavorando alla trasformazione del pecorino amatriciano da DECO a DOP, ma è stato fermato dalla drammatica situazione attuale in cui il problema maggiore è quello di accudire le greggi e superare l’inverno sperando poi di riprendere la produzione in modo da dare alle piccole imprese una fonte di reddito e mantenere viva una tradizione che è parte del passato remoto di tutto il popolo italiano.

 

L’individuazione del destinatario della raccolta fondi effettuata dalle Donne del Vino è stata affidata alle delegate delle quattro regioni colpite dal terremoto e, con l’aiuto della Regione Lazio, hanno indicato il “Consorzio per la tutela e la valorizzazione de l’Amatriciano” come particolarmente bisognoso di sostegno immediato. Infatti gran parte dei piccoli caseifici sono crollati con il terremoto e la produzione si è concentrata nella struttura consortile che stenta a trovare sbocchi commerciali per il formaggio anche a causa della completa interruzione del turismo.

 

Al gruppo di 15 agricoltori del pecorino amatriciano, le Donne del vino hanno dedicato le cene del 24 novembre in tutta Italia mettendo in tavola le loro bottiglie migliori. Un piccolo tangibile aiuto economico e soprattutto un segno di incoraggiamento verso chi è in grandissima difficoltà

.

L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è stata fondata nel 1988 e riunisce 700 socie tra cui produttrici di vino, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste e esperte. Ha lo scopo di promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nel mondo del vino e nella società tutta. A fianco delle iniziative inerenti il proprio comparto economico, le Donne del vino si sono sempre distinte per le attività di charity e per una costante azione tesa allo sviluppo sostenibile dei territori agricoli.

 

ELENCO DEI RISTORANTI IN CUI AVVENGONO LE CENE

 

ABRUZZO: Ristorante di Maria Zaccagnini, Via A. Costa 4 – Manoppello Scalo (Pescara)

BASILICATA: Ristorante D’Avalos, via Fornaci 21, Venosa (Potenza)

CAMPANIA: Ristorante Gli Scacchi, via Provinciale per Casertavecchia, 3, Caserta Vecchia

EMILIA ROMAGNA: Ristorante Officina del Gusto, via Largo Molino 3, Cestenaso (Bologna)

FRIULI VENEZIA GIULIA: Ristorante Al Ponte, via Trieste 122, Gradisca d’Isonzo (Gorizia)

PIEMONTE: Ristorante La Fermata, via Bolla 2, frazione Spinetta Marengo (Alessandria)

PUGLIA: Relais il Mignano, via Lata 31, Nardò (Lecce)

TRENTINO ALTO ADIGE: Ristorante Kuppelrain, via Stazione 16, Castelbello (Bolzano); Ristorante Moja, via delle Zigherane 1, Rovereto (Trento); Locanda 2 Camini, via 26 Maggio 65, Baselga di Piné (Trento); Locanda Alpina, piazza Municipio 23, Brez (Trento).  

VALLE D’AOSTA: Signori di Avise Table d’Hotes Enoteca, via Avise 16, Avise (Aosta).  

VENETO: Ristorante ai Pioppi, lungolago G. Garibaldi 17, Peschiera del Garda (Verona).  

SARDEGNA: In cinque ristoranti, si poteva acquistare una bottiglia di vino delle aziende vitivinicole delle Donne del Vino. I ristoranti aderenti all’iniziativa sono:

 

Ristorante Luigi Pomata - Cagliari (CA)
Ristorante Grekà – Terralba (OR)
Ristorante Su Carduleu – Abbasanta (OR)
Enoteca Liquorvini – Cagliari
Ristorante Il Mosto – Aggius (OT)

 

LAZIO: Ristorante il Fungo, piazza Pakistan 1, Roma

 

 

 

 Ufficio stampa:

Anna Pesenti

annapesenti@hotmail.it

335 6376458 - 334 3997914

 

Fiammetta Mussio

fiammetta.mussio@gmail.com

339 7552481

 
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