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Al via l’11ª edizione de Le Giornate delle Donne del Vino

Fino al 15 marzo in tutta Italia degustazioni, incontri, tavole rotonde, momenti di confronto e approfondimento intrecciano cultura, sostenibilità e un nuovo modello di leadership.

11ª edizione de Le Giornate delle Donne del Vino

In un momento storico attraversato da nuove tensioni internazionali e da conflitti che riportano al centro il tema della sicurezza, dell’accesso alle risorse e della dignità delle persone, parlare di cibo assume un significato che va oltre la dimensione gastronomica.

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Il cibo oggi è nutrimento, diritto, sopravvivenza. È equilibrio fragile tra territori, economie e comunità. È responsabilità.

È in questa cornice che, in occasione dell’8 marzo, tornano per l’undicesimo anno consecutivo Le Giornate delle Donne del Vino, l’appuntamento nazionale che coinvolge le delegazioni regionali e centinaia di associate in tutta Italia fino al 15 marzo.

Il tema scelto per il 2026 è “Donne, Vino, Cibo”. Un titolo che intreccia gusto, cultura e consapevolezza.

«In un momento internazionale così delicato, parlare di cibo significa parlare di diritto, responsabilità e futuro – afferma Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino -. Per noi “Donne, Vino, Cibo” non è solo un tema culturale, ma una visione: mettere al centro la qualità, la sostenibilità e la cura delle comunità come risposta concreta alle fragilità del presente.»

Il cibo è passione e identità, simbolo di appartenenza, linguaggio universale che unisce popoli e tradizioni. Racconta territori, custodisce memorie, trasmette saperi. Insieme al vino rappresenta un motore fondamentale per l’enoturismo e per la valorizzazione delle comunità locali, generando economia, relazioni e opportunità.

Ma oggi non possiamo limitarci alla dimensione conviviale. Parlare di cibo significa parlare di equità, accesso, sostenibilità. Significa interrogarsi sul modo in cui produciamo, distribuiamo e condividiamo le risorse. Significa riaffermare il valore della cura della terra, delle persone, delle comunità.

L’evento social: un racconto corale che “invaderà” i social

Accanto agli eventi sul territorio, l’Associazione promuove anche un grande progetto digitale condiviso.
Tutte le Donne del Vino sono state invitate a realizzare uno scatto fotografico che interpreti il tema “Donne, Vino, Cibo”, facendosi ritrarre con un prodotto simbolo del proprio territorio.
Il risultato sarà un mosaico visivo che invaderà i social network trasformando la rete in una grande narrazione collettiva fatta di volti, calici e prodotti simbolo dell’Italia del gusto.

Il concept del logo 2026: Federica Cecchi racconta “Donne, Vino, Cibo”

Il logo 2026 nasce dalla creatività di Federica Cecchi, architetta e wine designer, Donna del Vino toscana, che interpreta il tema attraverso una metafora visiva originale e contemporanea.
«Per il 2026 ho immaginato la Donna del Vino come simbolo di sostenibilità e consapevolezza. Ho voluto rappresentare un legame armonico tra natura, alimento e creatività femminile, trasformando ingredienti semplici in un linguaggio visivo capace di raccontare valori profondi. Gli elementi scelti sono due: broccoli e spaghetti. Non una ricetta, ma una metafora.

Il broccolo richiama salute, benessere e attenzione alla qualità del cibo: è simbolo di un’alimentazione consapevole e di un equilibrio tra tradizione e innovazione. Lo spaghetto, icona della cultura gastronomica italiana nel mondo, rappresenta convivialità, semplicità e identità. Nel logo diventa un filo conduttore: crea movimento, unisce, costruisce legami.

La Donna del Vino 2026 si adorna di vegetali, danza con la natura, gioca con le forme. Verdure e spaghetti diventano simboli di energia, creatività e responsabilità. Il vino accompagna e completa questo racconto, esaltando il cibo e richiamando il profondo legame tra territorio, lavoro umano e cultura.

Sostenibilità e consapevolezza non sono solo scelte etiche, ma stili di vita. Nel logo diventano armonia e movimento: una figura femminile che guarda al futuro, promuove inclusione e dialogo culturale e si unisce idealmente ad altre donne in una rete globale di collaborazione ed empowerment».

La leadership femminile nel vino: meno numerosa, più performante

Il tema “Donne, Vino, Cibo” si intreccia con i dati sulla leadership femminile nel settore vitivinicolo, che raccontano una presenza ancora minoritaria ma altamente performante.
Le donne guidano una quota più contenuta di imprese vitivinicole, ma generano una percentuale di valore superiore rispetto alla loro incidenza sulla superficie agricola utilizzata. Coltivano circa il 21% della SAU e producono il 28% del PIL agricolo: un indicatore che parla di efficacia, non solo di presenza.

Le aziende a guida femminile si distinguono per una maggiore presenza di vini DOC e DOCG e per una spiccata propensione all’export, a conferma di una visione orientata alla qualità e ai mercati internazionali. Mostrano un’attenzione strategica verso marketing, comunicazione ed enoturismo, con un forte orientamento all’esperienza e alla wine hospitality.

Sono inoltre più inclini alla diversificazione, più resilienti nei momenti di crisi e strutturalmente attente alla sostenibilità, con una percentuale più alta di vigneti biologici o in conversione. Il tutto accompagnato da livelli di formazione e qualificazione mediamente superiori alla media del settore.

Si tratta di una leadership meno gerarchica e più collaborativa, capace di integrare competenze e valorizzare il lavoro di squadra. Se l’impresa tradizionale può essere paragonata a un’orchestra sinfonica diretta da un unico maestro, quella guidata da donne assomiglia spesso a un ensemble jazz: ogni voce è riconoscibile, ma il valore nasce dall’ascolto reciproco e dall’armonia del gruppo.

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