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lLe Donne del Vino &impresa sociale – A Palermo, alle “Cuoche Combattenti” il premio “Cibo, inclusione e dignità”dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

Esempio virtuoso di coraggio e di rinascita, hanno ricevuto la Testa di Bacco, la coppa cesellata in argento dal Maestro orafo Gerardo Sacco, simbolo tangibile di un impegno civile oltre “il calice”. Connessioni con le DDV Sicilia nel segno di Marisa Leo, Donna del Vino Sicilia, caduta per mano dell’ex, in prima linea per la rinascita delle donne.

A Palermo, “Donne, vino e cibo”, il leit motiv 2026 dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino presieduta da Daniela Mastroberardino, si declina in riscatto, coraggio ma soprattutto rinascita.

A Nicoletta Cosentino, Cavaliere della Repubblica, founder di le “Cuoche Combattenti”, progetto di imprenditoria sociale che ha come obiettivo l’emancipazione economica delle donne vittime di violenza di genere attraverso la creatività culinaria, è stato consegnato il premio “Cibo, inclusione e dignità”.

La Testa di Bacco cesellata in argento dal Maestro orafo Gerardo Sacco, simbolo tangibile di un impegno civile che va oltre “il calice”.

“Felicità!– ha esordito con entusiasmo e commozioe Nicoletta Cosentino – ricevere questo Premio dall’associazione Nazionale delle Donne del Vino è per noi motivo di grande Felicità. Essere riconosciute da altre donne, che come noi conoscono le difficoltà di fare impresa e di coniugarla con l’impegno civile e sociale, ci riempe di orgoglio e ci fa sentire parte di un mondo di Donne per le Donne, che dedicano attenzione e cura per supportare chi è più fragile o svantaggiata, senza voler primeggiare ma sostenendo chi ha più bisogno, offrendo una rete di sicurezza fatta di relazioni. Grazie all’associazione Donne del Vino per l’importante riconoscimento!“.

Alla cerimonia di consegna avvenuta lo scorso 23 maggio nel laboratorio di le “Cuoche Combattenti” in via Cluverio, 36, nei pressi del tribunale, sono intervenuti Giuliano Forzinetti, assessore comunale alle Attività produttive ed Economiche che ha portato i saluti del sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla, Roberta Urso, consigliere nazionale di DDV ed una folta rappresentanza di socie della delegazione siciliana presieduta da Flora Mondello . “Quando il consiglio nazionale delle DDV – ha detto Roberta Urso – si è riunito per esprime le candidature il mio primo pensiero e’ andato alle Cuoche combattenti, progetto che unisce donne diverse, ne custodisce le storie e dà loro l’opportunità per cominciare una nuova vita ribaltando un altro stereotipo: la cucina, il luogo a cui storicamente le donne sono state relegate, diventa un avamposto rivoluzionario contro la violenza e l’abuso. Rappresentano, un esempio virtuoso di forza, coraggio, autonomia e resilienza”.

Alla Fondazione Cesvi e a Slow Food, gli altri due premi istituiti dall’Associazione a cui è stato conferito rispettivamente, il premio “Cibo per la Vita, oltre il confine”e il premio “Cibo, economia del rispetto e solidarietà”. “Il premio che l’associazione ha assegnato alle Cuoche combattenti – ha detto Flora Mondello – dimostra che Le Donne del Vino sono da sempre e per sempre a fianco delle donne, della loro resilineza e del loro talento..sono per le donne e ancor più per le Cuoche Combattenti che hanno saputo tirar fuori un talento ed una forza fuori dal comune per creare impresa e valorizzare tradizioni“.

Il premio ha suggellato l’intreccio di vite e di valori tra le Donne del Vino Sicilia e le Cuoche Combattenti conosciute ed apprezzate anche in diverse occasioni da Marisa Leo, Donna del Vino Sicilia, caduta per mano dell’ex compagno, in prima linea per la rinascita delle donne con il progetto “DxD: calici di vita“. “Tu sei perfetta così come sei“, la frase che lei amava particolarmente, è l’insegna del laboratorio dove le “Cuoche Combattenti”si allenano in un percorso di autostima e di consapevolezza, con la produzione di confetture di frutta di stagione e marmellate, conserve dolci e salate, prodotti da forno, utilizzando tutti prodotti locali a Km 0, nel quadro della riaffermazione della cultura locale e dell’attenzione alla sostenibilità ecologica. Inoltre i prodotti sono inseriti nel circuito della rete di consumo critico e solidale in collaborazione con altre piccole realtà presenti a Palermo che coinvolgono orti sociali e condivisi.

“Il laboratorio – ha spiegato Nicoletta Cosentino – è legato alla cooperativa agricola Ciauli, così da creare una filiera corta locale e garantire la genuinità dei prodotti. Da maggio 2025 abbiamo riattivato i primi tirocini, collaborando con Cesie ets, fondazione Don Calabria per il sociale ETS, la fondazione ITS Albatros, Asp e comune di Palermo. Stiamo attivando anche dei laboratori di trasformazione alimentare rivolti a studenti del settore, turisti e appassionati, oltre alle degustazioni di vini e prodotti delle Cuoche Combattenti, che ci consentono anche di continuare a far luce e diffondere consapevolezza sulla violenza maschile sulle donne e soprattutto sulla possibilità concreta di uscire da relazioni abusanti”.

Ogni prodotto ha un’etichetta “antiviolenza”, sono circa trenta, ciascuna con un messaggio diverso che smonta stereotipi e ruoli sulla donna come vittima, per valorizzarla come protagonista della sua vita. Per Sofia, il nome è di fantasia, di origini albanesi, giunta in Sicilia seguendo un amore sbagliato “il laboratorio di le Cuoche Combattenti – ha detto – è il mio posto nel mondo“.

Giusy Messina

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